La tecnica dell'ascolto attivo (riflessivo)Un giovane rabbino chiede ad uno anziano: "Perché possediamo due orecchie, ma una sola bocca? " e l'altro rispose: "Perché vuoi dire che si deve ascoltare due volte in più che parlare. "E' opinione comune che ascoltare significhi solo restare in silenzio (almeno per un po') a sentire ciò che una persona ha da dire, e che quindi sia un processo passivo (non-parlare) anziché attivo (saper ascoltare). T. Gordon ha proposto tale tecnica che enfatizza il ruolo attivo e propositivo di un tipo particolare di ascolto che è volto a "riflettere" il messaggio dell'altro che ha un feedback (ritorno) di essere stato ascoltato (in tal senso ascoltato = accettato, compreso, capito, accudito, considerato). Mediante l'ascolto attivo è possibile per l'educatore l'espletarsi del confronto e dello scambio di idee che favoriscono lo stile educativo dell'autorevolezza in cui regole, comportamenti e le attitudini proposti sono discussi e motivati insieme. L'ascolto attivo esprime il linguaggio dell' accettazione e consta di 4 momenti:
Esempio Considerando la teoria della comunicazione classica si può così schematizzare il tutto: E' essenziale in tale modello il fatto che il ricevente (l'ascoltatore) rimandi (feedback) alla fonte di comunicazione un messaggio (verbale \ non verbale) che conferma che il ricevente ha compreso il messaggio emerso dalla fonte di comunicazione. Diviene così semplice capire che l'ascoltatore deve innanzitutto preoccuparsi dapprima di "riflettere" e "rispecchiare" il messaggio dell'ascoltato, facendogli capire che l'ascoltatore ha compreso il suo messaggio attraverso il rispecchiamento senza giudizi negativi, così l'ascoltato comprenderà di essere stato accettato e si sentirà più tranquillo e motivato a cercare da solo (autovalutazione e\o problem solving) o con l'aiuto dell'ascoltatore o del gruppo (collaborazione e\o problem solving) una soluzione al suo problema. L'ascolto attivo trova il suo utilizzo quando attraverso il comportamento o segni evidenti (pianto, isolarsi, etc.) l'altro comunica di avere un problema, è inoltre importante sottolineare che l'ascolto attivo non "rispecchia" le parole quanto Thomas Gordon ha spiegato l'importanza di tale tecnica specificando che altri tipi di intervento (anche il dare consigli, concordare, ammirare, etc. che sembrano favorire l'accoglienza dell'altro) in realtà sottintendono tutti lo stesso messaggio dell'educatore "Ascolta me, lo so meglio io!". L'ascolto attivo è particolarmente importante soprattutto perché il linguaggio è estremamente ambiguo e non sempre vi è una corrispondenza tra il significato e la parola. Le affermazioni di ascolto riflessivo possono essere piuttosto semplici, a volte si tratta di una ripetizione di una o due parole che permetterà al bambino di esplicitare meglio ciò che voleva dire. Spesso è utile, soprattutto quando si vuole favorire l'esplorazione personale, attenuare leggermente quello che il soggetto dice, soprattutto quando vi è di mezzo un contenuto emozionale.
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