Alcuni Aspetti dell' Evoluzione dello schema corporeo
| pochi mesi |
Un bambino di pochi mesi di vita riceve numerose sensazioni dovute alle varie afferenze tattili, propriocettive, enterocettive legate alla funzione alimentare, e poi visive, uditive, olfattive, ma non vi è ancora una coscienza di unità corporea. Gli psicanalisti riguardo a questo periodo parlano di “corpo spezzettato”. Del resto sappiamo che il bambino di questa età investe maggiormente in alcune parti del corpo rispetto ad altre, in particolare nella zona orale e viscerale. A quest'epoca è la madre che integra fisicamente ed emotivamente questo vissuto di corpo frammentato attraverso quello che viene definito MOVIMENTO FUSIONALE , cioè quel movimento unitario con il quale la madre contiene e circonda il bambino fisicamente ed emotivamente tra le braccia e questi si abbandona con sicurezza e soddisfazione. Il movimento fusionale rappresenta quella piattaforma che permetterà la nascita del movimento e il piacere di agire con il proprio corpo nello spazio. E' un movimento fluido, continuo, privo di brusche rotture che ha un ritmo lento, dolce, proprio del cullare che è sempre lo stesso in tutte le epoche e culture. Al ritmo si accompagna il tono della voce e il contatto, e tutto ciò rilassa la tensione del bambino comunicando benessere. Quando questa modalità di movimento fusionale non è vissuta bene dalla coppia madre-bambino, può essere pregiudicato lo sviluppo armonico del bambino. |
| secondo semestre di vita |
Nel periodo del secondo semestre di vita, grazie anche alla maturazione neurologica, cognitiva, psichica, il bambino acquisisce via via un'autonomia di movimento che lo porta a matutare una coscienza del proprio corpo come qualcosa di unitario. In alcune posture mantenute stabilmente egli può liberare le mani ed esplorare e conoscere il suo corpo; nei primi spostamenti ottenuti rotolando, strisciando, camminando carponi, fa esperienza del corpo come “Io agente”. Contemporaneamente matura anche una conoscenza del proprio corpo grazie soprattutto a quei giochi che gli adulti di tutte le culture fanno sul corpo dei bambini. In questo modo le parti corporee, sono riconosciute come oggetto d'amore e quindi come parti buone di sé. I bambini con disabilità spesso portano nel proprio corpo l'esperienza del dispiacere, dell'insuccesso, della fatica. Il corpo diventa fonte di dolore ed è vissuto come “cattivo”, non portatore di cose buone. |
| tre anni |
Intorno ai tre anni comincia a formarsi la rappresentazione. A livello grafico, fino a questo momento il bambino con lo scarabocchio lascia delle tracce come impronta di sé; ora fa la sua comparsa il cerchio, la figura chiusa, che può essere identificata a livello anatomico con la testa, mentre a livello psichico può essere intrerpretata come l'acquisizione della propria identità che si osserva dalla separazione di un dentro e un fuori, cioè di un corpo che contiene un “Io” separato da un “non-Io”. |
| 4-5 anni |
Più avanti, verso i 4-5 anni , la dimensione dentro-fuori è superata: ora il bambino è capace di rappresentare un avanti-dietro, sopra-sotto e destra-sinistra, il livello cioè è TRIDIMENSIONALE, anche se ancora riferito al suo asse corporeo. Lo spazio infatti per il bambino di questa età non è una nozione indipendente: le coordinate sopra, sotto, destra, sinistra, avanti, dietro sono relative al proprio corpo che è misura del mondo. |
| 8-9 anni |
Solo dopo gli 8-9 anni , il processo di rappresentazione del corpo si completerà e il bambino si rapporterà con uno spazio indipendente dal proprio corpo. Lo schema corporeo in corrispondenza con le tappe dello sviluppo intellettivo avrà un carattere più rappresentativo e cognitivo. |
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- Premessa
- Concetto di "Schema" e di "Immagine"
- Evoluzione dello Schema Corporeo
- I Disturbi dello Schema Corporeo
- Schema Corporeo: Trattamento
(L' argomento è stato trattato dal TNPEE Luciano Montefusco, facendo riferimento a questa Bibliografia) |
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