Il sistema funzionale musicale
Considerando un musicista professionista, quello che accade nel suo cervello in relazione alla musica è un insieme molto complesso di funzioni che possono essere separate, ma che interagiscono strettamente tra di loro. Questo sistema di funzioni o sistema funzionale comprende almeno i seguenti processi fondamentali: creare un brano musicale, valutarlo esteticamente, leggerlo, comporlo e scriverlo, eseguirlo con uno strumento e infine in alcuni casi dirigerne l’esecuzione da parte di un’orchestra. Questi processi dipendono da aree cerebrali diverse, sia nell’emisfero destro che in quello sinistro, e praticamente si può affermare che nella produzione musicale ad alto livello è interessato tutto il cervello. Qualora un’area cerebrale sia distrutta, gli esiti sul piano della produzione musicale potranno essere diversi: si perderà la capacità di comporre o di eseguire oppure di apprezzare un brano musicale per il suo valore estetico. Bisogna precisare che la musica non è un sistema staccato dal resto delle funzioni cerebrali. Nell’esperienza musicale, ad esempio, si combinano le percezioni uditive a quelle visive e corporee. Un brano musicale può evocare una serie di sensazioni cromatiche o sensazioni corporee che si accompagnano a stati emotivi (un brivido sulla pelle, sudorazione, angoscia) a loro volta associati a ricordi personali.
Il rapporto tra colore e musica è un tema ricorrente. Vari musicisti hanno tentato di esprimere in sequenze cromatiche le loro composizioni. Per alcuni ricercatori, la sincronizzazione tra udito e visione, tra suoni e colori è un fenomeno che risale a un’epoca in cui le sensazioni sarebbero state indifferenziate, prima di una loro canalizzazione in organi speciali di senso. Questo mondo indistinto di sensazioni è difficilmente verbalizzabile, ma lo si può comunque provare durante la percezione della musica, quando tutto il corpo e lo spirito vibrano in un intreccio indeterminato di suoni, immagini, visive, colori, emozioni e ricordi.
In conclusione: il cervello di un musicista ha un’organizzazione molto complessa che richiede la collaborazione dei due emisferi. Questa organizzazione è probabilmente cambiata nel tempo con l’evoluzione della produzione musicale e della strumentazione. L’uso integrato delle due mani è divenuto gradualmente una condizione essenziale nell’esecuzione, sicuramente programmata e controllata nella sua scansione temporale dall’emisfero sinistro. Molti musicisti hanno dimostrato di ascoltare e comporre musica con il solo emisfero destro: esso può essere considerato la parte del cervello essenziale per la creatività musicale. Anche in chi ascolta la musica solo per piacere, senza essere un professionista, sarebbe dominante questo emisfero. La specificità dei due emisferi nella musica risalta quando si considerano aspetti separati (il ritmo, la melodia) o i fattori culturali (conoscenza tecnica della musica, culture musicali differenti: Occidente e Giappone).
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