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Psicopedagogia della Musica

Intelligenza emozionale

Anche se l’educazione musicale non è una panacea universale e le abilità generali possono svilupparsi anche in altri modi, i risultati dello studio berlinese indicano che accostarsi ai grandi autori e fare musica in gruppo favorisce lo sviluppo dell’intelligenza, in particolare di quella “emozionale”, che è fondamentale per i rapporti umani, di lavoro e per l’equilibrio personale.
Questo aspetto dell’intelligenza nasce da più doti che in qualunque modo sono in rapporto con la musica (anche se non solo con essa): conoscere i propri sentimenti e le proprie capacità, sviluppare l’introspezione (il che aiuta nel fare le scelte di vita); saper gestire i propri sentimenti in modo da evitare che paure di qualsiasi genere compromettano la qualità delle decisioni; sapersi motivare nonostante gli insuccessi precedenti; essere capaci di qualche rinuncia in vista di un obiettivo; saper collaborare con gli altri evitando le lamentele inutili.

Spirito collaborativo

Indicativi sono stati anche i risultati dei testi sociali. I bambini delle scuole musicali sono più collaborativi di quelli delle scuole tradizionali ed il numero degli alunni emarginati oppure “esclusi” è nettamente inferiore. Anche le violenze tra bambini sono minori e non è difficile comprenderne il motivo: ”Facendo musica attivamente si può imparare a relativizzare la propria posizione, a darsi davvero da fare per un buon risultato del lavoro di gruppo poiché diviene prioritaria la preoccupazione di creare qualcosa insieme, di imparare l’uno dall’altro, di andare l’uno verso l’altro, di essere lì l’uno per l’altro” aggiunge il Bastian. Tutte riflessioni che molti di noi hanno forse già fatto, ma il vederle confermate da uno studio rigoroso non solo è confortante, ma ci autorizza a desiderare, anche per i nostri bambini una maggiore attenzione alla musica, affinché, diventati grandi, non siano costretti a consumare soltanto i ritmi proposti dai mass media, ma possono apprezzare vari tipi di musica, anche complessa, ed un numero crescente di loro sia in grado di suonare uno strumento coordinandosi con gli altri. Naturalmente come fanno notare gli autori dello studio tedesco, non tutti i bambini sono portati a valorizzare allo stesso modo l’esperienza musicale, che per alcuni può anche trasformarsi rapidamente in occasione di noia. Molti, però, vi scoprono uno spazio di espressione, di apprendimento e di socializzazione. Ciò, tra le varie ricadute positive, ha anche quella di ridurre il fenomeno del “bullismo” che, com’è noto, si sviluppa più facilmente quando vengono a mancare i punti di riferimento, interessi, concentrazione, sensibilità.

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ATTENZIONE: Le informazioni contenute in questa pagina hanno solo uno scopo divulgativo. Per questo, pur essendo state scritte da personale qualificato, non possono sostituire il parere del medico nelle decisioni e nelle scelte terapeutiche.


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Psicopedagogia della Musica

La Musicoterapia

(L' argomento è stato trattato da Salvatore Formisano, facendo riferimento a questa Bibliografia)

 
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