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Sindrome di Asperger

Descrizione e cenni storici della sindrome di Asperger

…“io trovo sempre le parole, anche quelle più difficili, quando invento le storie ma non le trovo quando devo raccontare un fatto vero oppure spiegare cosa penso…”

Hans AspergerE’ in queste poche parole che si può racchiudere il significato con cui un bambino con la Sindrome di Asperger descrive la condizione in cui si trova ogni qualvolta deve esprimersi verbalmente. La sua patologia infatti, essendo per lui molto difficile da spiegare e capire, genera molto spesso incomprensioni in chi lo circonda tanto da farlo etichettare come un bambino “scortese o maleducato”. Questo perché nonostante questa patologia sia stata scoperta per la prima volta negli anni ’40 ancora oggi è poco conosciuta. Il primo a descriverla fu Hans Asperger, pediatra e psichiatra austriaco, in un suo importante articolo che permise di arrivare non solo a conclusioni e indicazioni operative negli attuali inquadramenti sull’Autismo ma anche a concetti che sono divenuti punti essenziali in un moderno approccio ai problemi del bambino (come la presa in carico, l’approccio globale e le storie di vita).

Nonostante la sua ormai remota scoperta la Sindrome di Asperger è stata inserita nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali solo nel ’94, quando per l’appunto ne è stata pubblicata la IV edizione. Del perché di questi 50 anni di silenzio su Asperger esistono varie ipotesi tra cui quella più realistica sembrerebbe essere legata all’approccio stesso che Asperger adotta nel suo ragionamento scientifico, del tutto scisso e senza alcun riferimento al pensiero psicoanalitico divenuto egemone in quegli anni.

Oggi quando si parla della Sindrome di Asperger si fa riferimento a uno dei quadri clinici dei Disturbi Pervasivi dello Sviluppo caratterizzato da:

  • difficoltà qualitative nell’interazione sociale (difficoltà nell’ uso dei comportamenti non verbali, mancanza dello sviluppo di relazione paritarie, difficoltà di reciprocità sociale ed emozionale);
  • insoliti e ristretti pattern di comportamenti e di interessi (aderenza inflessibile a specifiche routine non funzionali, manierismi motori ripetitivi e interessi insoliti per alcune parti di oggetti) che compromettono significativamente le aree più importanti dell’individuo;
  • assenza di ritardi clinicamente significativi di sviluppo sia linguistico che cognitivo;
  • assenza di ritardo per un altro Disturbo Pervasivo dello Sviluppo o per la Schizofrenia.
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Il linguaggio nel bambino con la sindrome di Asperger

(L' argomento è stato trattato dalla TNPEE Laura Reali, facendo riferimento a questa Bibliografia)

9 novembre 2007
 
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