“L’esperienza vissuta dilata la vita portandola a una nuova dimensione”Le teorie PsicanaliticheAi fini di una disamina sul lavoro di gruppo, le teoria psicanalitiche costituiscono un riferimento teorico importante. Frued parlò di psicologia collettiva. Per Freud la vita psichica individuale è da considerarsi sempre inserita in una rete de relazioni interpersonali;il prototipo di queste relazioni è la relazione Madre-figlio. Ogni rapporto con gli altri, a cominciare da questo è mosso da due dinamiche in contrasto tra di loro: quella del desiderio, inteso come ricerca e possesso esclusivo dell’oggetto d’amore, e quella dell’identificazione: ciò che si vorrebbe essere. Esiste una modalità di identificazione che scatta ogni volta che un individuo scopre in sé un aspetto in comune con un altro individuo, secondo Freud, è questa la trama che si crea nel legami di gruppo:il “capo” è oggetto di desiderio poichè incarna un modello e quindi “l’ideale dell’io”. Klein, invece, chiari alcuni aspetti della affettività collettiva partendo dalla considerazione dell’ambivalenza degli affetti: lo stesso oggetto –persona o gruppo- può essere nello stesso momento “buono o cattivo”. In ogni gruppo possono trovare spazio bisogni individuali:il bisogno di esercitare il potere o subirlo,il desiderio di essere accolti, le pulsioni aggressive. Sono fattori socio-operativi la distribuzione e l’articolazione dei ruoli. Indubbiamente Bion confrontandosi direttamente con entrambi i punti di vista (Freud; Klein) ha arricchito la metapsicologia con la “Teoria del pensiero”. Complesso e variamente articolato,il suo pensiero è basato su due enunciati:”Il piano razionale e coscio”,che dipende dallo scopo o il compito comune, e”Il piano emotivo e incoscio”,che stimola la cooperazione dei membri. Scrive Bion nel suo volume “Esperienze nei gruppi”: Questi assunti di base che sembrano essere adeguatamente descritti dai tre concetti di accoppiamento,dipendenza e attacco-fuga, ad un’ ulteriore indagine danno l’impressione di potersi sostituire l’un l’altro come se rispondessero a qualche impulso non ben chiaro. Bion descrive questi assunti di base:
La scuola francese di psicoanalisi gruppale. Non tutti gli psicoanalisti di gruppo francese si basano sui punti di vista di Melanine Klein. Il gruppo può così divenire, un oggetto, nel senso psicoanalitico del termine, cioè un oggetto di investimento delle pulsioni lipidiche, aggressive o di distruzione e un luogo di proiezione dei fantasmi inconsci individuali. D. Anzieu considera il gruppo come una difesa contro l’angoscia di spezzettamento.Ritiene inoltre, che finché un gruppo non sì è costituito secondo un ordine simbolico, funziona come una sorta di folla in cui ognuno rappresenta per ognuno una minaccia di divoramento.
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