Esperienze, Riflessioni, Proposte, ...La visione in Psicomotricità "basata su tre aspetti".
Il bambino ha avuto miglioramenti. La mamma conferma che viene volentieri al centro. Il problema di fondo però è rimasto lì, fermo, stabile, fossilizzato; ed arrivare lì, in quel punto preciso, non è facile, perché quello è il punto più delicato, quello che il bambino tiene più nascosto, ed a nessuno permette di condividerlo. Ed è solo quando si raggiunge quel punto il ruolo del terapista incomincia a prenderere parte. Questo però non basta, perché il compito è quello di smuove il problema, portarlo in superficie, trasformarlo, e far si che si possa agganciare con le altre competenze e che queste, tutte insieme in sintonia, ed in modo più ordinate possibili possono far percorrere al bambino una strada meno tortuosa. Perché questo accada, il terapista deve saper guardare sia con gli occhi del bambino, ed avere quindi una visione continua dei suoi vissuti; ma è importante, non perdere quella giusta osservazione che deve possedere il terapista, ma soprattutto è nello stesso tempo riuscire a tenere costantemente la consapevolezza, che potrebbe avere una terza persona competente, la quale analizza in modo critico l'interazione del Terapista-bambino, in quel tempo, in quello spazio, in quell'ambiente. Solo così si può avere una visione basata su tre aspetti fondamentali. Si crea così un circuito chiuso formato proprio da questa triade. Su queste tre linee di conduzione, devono circolare messaggio che partano da ogni punto e che non fanno altro che auto regolarsi, in modo che il terapista possa trovare strategie terapeutiche, in quel preciso istante, in quello spazio, in quel contesto, per far sì che possa raggiungere utilizzando strumenti adeguati, obiettivi prefissati utili a quel bambino.
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