Progetto U.R.I.A. (Unità Riabilitativa Integrata Audiolesi):un approccio innovativo all' handicap uditivo

Descrizione dell'idea: La sordità è un problema che colpisce in Italia il 10% della popolazione; negli ultimi tempi particolare attenzione è stata dedicata alla sordità infantile, poiché nel nostro Paese ogni anno nascono circa 2000 bambini affetti da sordità. Le cause sono soprattutto legate a fattori ereditari, ma hanno una loro incidenza anche le cause traumatiche, tossiche e infettive.
Nel nostro paese la prima diagnosi di sordità viene fatta intorno ai 3 anni di età, in considerevole ritardo sui tempi di apprendimento del linguaggio. Il linguaggio verbale, prerogativa specifica della specie umana, si struttura durante i primi tre anni di vita. Superato questo periodo, l’acquisizione del linguaggio diventa più difficile. Affinché questo complesso meccanismo possa realizzarsi è indispensabile un normale sviluppo del sistema nervoso centrale, un’adeguata stimolazione da parte dell’ambiente esterno, l’integrità del sistema uditivo, dell’apparato laringeo e della via nervosa uditiva.
Nel bambino affetto da sordità grave, le tappe dello sviluppo del linguaggio non hanno luogo. Questa grave carenza sensoriale, oltre alla mancata acquisizione del linguaggio, provoca anche alterazioni dello sviluppo psicomotorio e disturbi del comportamento. Il rapporto con la madre, in caso di sordità, è inevitabilmente ridotto al solo tatto e alla vista: dover cogliere gli stati d’animo soltanto dall’atteggiamento emotivo-affettivo e dall’espressione del viso, senza il supporto dei contenuti forniti dal linguaggio provoca i presupposti per la strutturazione di una personalità caratterizzata da diffidenza, tendenza all’isolamento, aggressività, depressione.
Oggi, più che mai, nel grande ed intramontabile dibattito circa la migliore metodologia per riabilitare il bambino ipoacustico, si applica il metodo orale-acustico. L'avviamento di una precoce e corretta rieducazione logopedica con metodo orale-acustico è indispensabile per lo sviluppo dei prerequisiti uditivi e cognitivi allo sviluppo del linguaggio verbale.
Obiettivi: La Fondazione Scoppa ha avviato un protocollo di intesa con la ASL SA 1. L’obiettivo principale che si prefigge di raggiungere il Distretto Sanitario N. 1della A.S.L SA 1 è la diagnosi precoce, mentre il Centro Medico Riabilitativo “Peppino Scoppa” intende compiere un intervento riabilitativo multidisciplinare e innovativo.
Nel momento della presa in carico, infatti, il paziente viene sottoposto ad inquadramento clinico diagnostico dell'equipe specialistica del Dipartimento della Fondazione Peppino Scoppa, composta dal foniatra, dal neuropsichiatra, dallo psicologo e dal pedagogista. Successivamente viene stilato un piano terapeutico individualizzato in cui la logopedia, la psicomotricità e la musica si fondono.
Gli specialisti svolgono controlli periodici e valutano il percorso riabilitativo, mentre lo psicologo ha il compito di valutare gli aspetti cognitivi ed emozionali del paziente: monitorare l'evoluzione psico-emotiva, strutturazione di gruppi di parent training.
Stato di realizzazione: Le attività del Reparto sono iniziate nel 2004. Il team operativo è composto dal foniatra, dal neuropsichiatra infantile, dallo psicologo, da un pedagogista clinico, da un pedagogista musicale, da logopedisti e da neuropsicomotricisti dell'età evolutiva.
- Responsabile del progetto Amalia Scoppa, psicopedagogista.
- Coordinatore dell'U.R.I.A. Simona Riccardi, logopedista.
Eventuali finanziamenti: Il progetto attualmente è autofinanziato.
dott.ssa Amalia Scoppa (Responsabile Centro Studi “Fondazione Peppino Scoppa”).